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La filosofia è tornata di moda. Testimone d’eccellenza l’ultima Fiera del libro per ragazzi di Bologna, dove Case Editrici, affermate o nascenti, hanno lanciato collane filosofiche anche per bambini. Il boom della letteratura su temi filosofici, iniziato dallo scandinavo Jostein Gaarder con “Il mondo di Sofia”, non ha conosciuto soste proseguendo con i successi anch’essi mondiali dell’americano Loo Marinoff “Platone è meglio del Prozac” o più recentemente con “La caverna” del portoghese Josè Saramago. Se il mercato dipende dalla legge di domanda ed offerta, emerge un dato significativo: l’uomo tecnologico, ed ora anche il bambino tecnologico, ha bisogno di risposte a domande essenziali.
Ed ecco che la filosofia si rivela il campo di ricerca più sicuro per trovarle. Del resto è un sistema collaudato da millenni alla cui consistenza hanno contribuito uomini ed intere civiltà in Occidente ed in Oriente. Sta sgretolandosi l’idea che la filosofia consista in una speculazione sterile o in una noiosa materia scolastica e sta riaffermandosi il suo ruolo classico di strumento utile per capire se stessi, l’altro e la natura che ci circonda. La filosofia serve per vivere, per imparare a pensare, per sviluppare la capacità critica e beneficiarsi delle risposte frutto del lungo cammino dell’umanità. È con questa accezione classica che Nuova Acropoli propone la formula della filosofia attiva, dove pensiero, sentimento ed azione si coniugano e si armonizzano per dar vita ad un volontariato messo al servizio del bene comune. Le radici della filosofia così intesa sono profonde, danno stabilità e soprattutto alimentano nuovi germogli, generano nuova vita come possiamo leggere nell’articolo che segue della direttrice internazionale, Delia Steinberg Guzman che, ancora una volta, ci regala un angolo di riflessione.
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