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Stiamo vivendo un periodo di profondi cambiamenti dal punto di vista climatico. L'aspetto di questa vicenda che preoccupa, e non poco, gli scienziati di tutto il mondo è la repentinità di tali cambiamenti e la violenza di alcuni fenomeni che si ripetono anche a breve termine. Il nostro pianeta ha vissuto, sin dalla sua nascita, dei cambiamenti nell'andamento delle precipitazioni e oscillazioni delle temperature stagionali; ere glaciali si sono spesso alternate a periodi più caldi e umidi.
L'alternarsi di questi periodi durava millenni e gli esseri viventi hanno avuto sempre modo di adattarvisi, questa è un'altra preoccupazione che affligge i biologi. In un recente articolo apparso sul Journal of Climate, Guojun Gu e Robert Adler illustrano i risultati delle loro ricerche ottenuti sfruttando le registrazioni di 27 anni da satellite e da rilevatori a terra. Il gruppo di ricerca ha scoperto che piove sempre di più sugli oceani, mentre sulle terre emerse si sta assistendo ad una, seppur lieve, diminuzione. Il periodo preso in esame è quello che va dal 1976 al 2005, i ricercatori hanno rilevato che gli anni più piovosi sono stati il 2005, il 2004, il 1998, il 2003 ed il 2002. Le precipitazioni si sono concentrate soprattutto ai Tropici dove sono caduti i 2/3 delle piogge e nel periodo considerato l'aumento delle precipitazioni è stato del 5%. Questo gruppo di ricerca del Goddard Space Flight Center di Greenbelt sta cercando di mettere a punto un modello che ponga in relazione le temperature sulla superficie di una data area ed il regime delle piogge e che sarà sviluppato grazie all'acquisizione di dati da satellite. I risultati di questa ricerca sono preoccupanti in quanto denunciano una perdita importante nei rifornimenti di acqua sulla superficie delle terre emerse che si traduce in minore disponibilità di acqua per i vegetali, per i corsi d'acqua, per le falde acquifere con un conseguente impoverimento delle zone verdi e l'innesco di fenomeni di desertificazione. Per l'uomo ciò significa minore disponibilità di acqua potabile, minori risorse per l'agricoltura e sempre maggiori difficoltà nel soddisfare bisogni primari. In parte naturali, in parte causati da una condotta egoista e miope da parte delle nostre società, soprattutto le più ricche, nello sfruttamento delle risorse e nell'accumulo di gas serra, questi cambiamenti porteranno in futuro ad un peggioramento globale nelle condizioni di vita. Dobbiamo tutti, senza perdere un attimo di tempo, recuperare una visione della vita e del nostro ruolo su questo pianeta più sana, meno egoistica capendo che siamo tutt'uno con la Natura e con la rete della vita, smettendo di comportarci da cellule tumorali nei confronti dell'Organismo Terra. |